versione stampabile

Sorgo
(provenienza Africa)



Campo di sorgo.

Coltivazione del sorgo. Il Sorgo, il cui nome scientifico è Sorghum vulgare Pers. (sinonimo: Sorghum bicolor L.), è un cereale che appartiene alla famiglia delle Graminacee.
Di origine probabilmente africana, è uno dei cereali più coltivati nel mondo (il quinto dopo mais, grano, riso e orzo), soprattutto nelle zone aride e semiaride del pianeta. Secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO), nel 2005, la produzione mondiale di granella di sorgo, concentrata perlopiù in Africa e in Asia, è stata di circa 60 milioni di tonnellate. In Italia, con una produzione di circa 185.000 tonnellate nel 1999, la coltivazione del cereale viene praticata soprattutto in Emilia Romagna e nelle regioni centrali (Marche, Toscana, Umbria).
La coltura del sorgo per produrre granella e foraggi insilati, rappresenta una valida alternativa a quella del mais, particolarmente nelle aree dove la scarsa irrigazione e le ridotte precipitazioni estive, rendono improduttiva la coltivazione del granoturco.
La pianta del sorgo, nella varietà da granella, è alta 1-1,5 m e presenta delle infiorescenze costituite da panicoli terminali. Mediamente ogni panicolo porta a maturazione dalle 1500 alle 2500 cariossidi nude, con forma tondeggiante e colorazione variabile dal bianco all’arancio, rosato, rosso e marrone. La presenza nel sorgo dei tannini (sostanze chimiche appartenenti ai polifenoli) comporta un deprezzamento del prodotto; i tannini infatti, se presenti in quantità rilevanti, si comportano come sostanze antinutrizionali dal momento che ostacolano la digeribilità e quindi l’assimilazione delle proteine, pregiudicando il valore nutritivo dell’alimento. Per questo motivo, nonostante tali sostanze chimiche risultino utili nel proteggere la granella dall’attacco degli uccelli e nel conferire alla stessa maggiore resistenza agli agenti atmosferici e alle muffe, il mercato preferisce granella di sorgo priva di tannini.

Nei paesi in via di sviluppo il sorgo viene coltivato per la produzione di granella da destinare all’alimentazione umana, mentre, nei paesi industrializzati trova impiego soprattutto nell’industria mangimistica. Le diverse varietà botaniche della specie sono variamente utilizzate: si coltivano infatti per la produzione di foraggio, di scope, di fibra per l’industria cartaria, di succhi zuccherini per alcol ecc.



Semi di sorgo.

Aspetti nutrizionali del sorgo. Nell’alimentazione umana dal sorgo si ricava una farina con la quale si preparano pappine e focacce; quando il sorgo è mescolato con farina di grano si realizzano prodotti da forno.
La granella essiccata contiene fibra (1-3,5%), proteine (7-14%), lipidi (2,5-6,5%) e soprattutto carboidrati (70-90%). La pianta contiene anche una sostanza tossica, la durrina, soprattutto nelle parti verdi. Per questa ragione, nell’uso tradizionale europeo la farina prima dell’uso veniva fatta macerare in acqua.

Nell’industria mangimistica, la granella secca intera trova impiego nell’alimentazione dei volatili, mentre quella macinata, miscelata con altri mangimi è adatta a ogni tipo di animale; viene inoltre usata granella umida per preparare pastoni. I fusti e le foglie, dopo la raccolta delle granelle, rappresentano una fonte di foraggio mentre la pianta intera fornisce un trinciato integrale di buona qualità. Non possono essere utilizzate come foraggio le piante giovani ancora verdi del sorgo, per la presenza di durrina.

 

 

 

 

 

Pianta di sorgo.

Fonti

Progetto per la Valorizzazione delle Produzioni Agroalimentari Umbre. Manuale di corretta prassi per la produzione integrata del sorgo. Regione Umbria. Cereali e Sorgo, Wikipedia.

versione stampabile